Era ormai giunta ad uno stato grave di appendicite ora chiamato peritonite, ossia un processo infiammatorio, acuto, del peritoneo, la membrana sierosa sottile e trasparente che riveste la cavità addominale.

La peritonite è quasi sempre causata da un’infezione che si diffonde dal tratto digerente, con i batteri possono arrivare al peritoneo a seguito di una perforazione del tratto gastrointestinale oppure la rottura dell’appendice, ulcera gastrica, perforazione del colon o a seguito di diverticolite.

La ragazza ricoverata ormai da due giorni e curata solo con flebo antidolorifici, ha manifestato istantaneamente febbre (> 38°C) nausea e vomito. I medici hanno pensato fosse solo una gastrite, curabile tranquillamente con degli antibiotici.

La terapia iniziale somministrata era quella, antidolorifici, cortisonici, eparina e antibiotici. Visto il persistente dolore e una crisi acuta avvenuta durante una visita al reparto medicina di una specializzanda in farmacia, collaboratrice dell’Associazione per i Diritti Del Malato, si scopre l’avanzato stato di infezione.

La donna avrebbe rischiato il coma e probabilmente una sepsi.

La specializzanda 20enne in farmacia, ha capito il possibile problema e ha contattato Camilla, il medico ADM operante al servizio di continuità assistenziale Guardia Medica del nosocomio. Il tempestivo intervento e le analisi hanno confermato la peritonite ormai in stato avanzato e a rischio coma per la paziente.

Camilla, la specializzanda in farmacia e i familiari della giovane si sono ora rivolti a Claudio Greggio il consulente legale dell’Associazione per i Diritti del Malato per l’avvio delle pratiche legali.

Claudio Greggio legale dell’Associazione commenta: “Martina, hai la stoffa del bravo medico, ADM ha bisogno di te”.

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