La vicenda arriva da Ruffano, dove una ragazzina di 14 anni, di origini marocchine ma nata in Italia, è entrata in coma due giorni dopo aver ricevuto la seconda dose del vaccino Pfizer.

Quello che fa rabbrividire sono i medici che escludono il nesso di causalità e parlano di una grave forma di meninginte, ma i familiari non si arrendono e sono decisi a sporgere una denuncia.

“Non può essere meningite, perché mia figlia aveva anche fatto il vaccino per prevenirla – incalza il padre della piccola – prima della seconda dose di Pfizer stava bene, il giorno dopo si è gonfiato un occhio, quello successivo è subentrato anche il mal di testa e l’ho dovuta portare a Tricase: le hanno fatto due tac, poi la situazione è precipitata e ora è in fin di vita a Bari”.

Queste le parole del padre. Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco e le istituzioni sanitarie regionale che hanno ribadito che la quattordicenne è stata colpita da una meningite e che escludono correlazioni col vaccino ricevuto.

Considerando che la meningite può funzioanre come con il covid, si trasmette da persona a persona per via respiratoria, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali, che possono essere disperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla.

Il padre giustamente non arretra di un passo: “Mi affiderò ad un avvocato per presentare una denuncia: voglio capire perché mia figlia non tornerà più a casa”.

Claudio Greggio direttore dell’Associazione Diritti del Malato commenta: “questa è l’ennesima storia dei danni da vaccino, dove puntualmente non sorge correlazione, questo per il modulo del consenso informato che viene firmato prima della vaccinazione e che rende forti i sanitari, la gente è stanca, vuole la verità, questo esecutivo non è in grado di governare, sta portando l’Italia ad una forma di dittatura sanitaria, venduto alla bug pharma, si dimetta e si vada alle urne”.

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