“Tutto accade come se fosse un vero e proprio tabù, in Francia come nella maggior parte degli altri paesi occidentali. L’importanza di questi effetti porta infatti una contraddizione troppo vistosa e devastante per l’ideologia della vaccinazione integrale che guida i governi che hanno scelto di abbandonarsi tra le braccia dell’industria farmaceutica”.

A scrivelo è Laurent Mucchielli, sociologo francese e direttore del centro di ricerca al CNRS il 30 luglio sul suo blog.

La questione degli effetti negativi gravi dei vaccini anti-covid è oggetto di smentite e silenzio da parte dei governi e delle principali agenzie sanitarie di tutti i Paesi.

Nelle conclusioni si legge: “La realtà mostra che questi vaccini hanno più effetti collaterali, più o meno gravi di quelli che li hanno preceduti. Abbiamo visto che nei Paesi Bassi si raggiunge un tasso di 2,7 decessi per 100.000 vaccinati (16,5 milioni di vaccinati, 448 decessi). In Francia e negli Stati Uniti, questo tasso sale a circa 3,7 decessi ogni 100.000 vaccinati. E in Gran Bretagna questo tasso sale addirittura a 4,3 decessi ogni 100.000 vaccinati, molto probabilmente a causa della preponderanza del vaccino AstraZeneca, noto dal marzo 2021 come il più pericoloso dei quattro vaccini comunemente usati”.

E continua: “Questa mortalità da vaccino (che è solo la punta dell’iceberg degli effetti avversi gravi) è quindi senza precedenti, è particolarmente grave e il suo occultamento lo è ancora di più. Intendiamoci: nascondere un simile pericolo in un modo o nell’altro è semplicemente criminale nei confronti della popolazione. Anche ridotto ai suoi più elementari principi etici, l’approccio a tale questione in termini di sanità pubblica dovrebbe portare a sospendere urgentemente la campagna vaccinale, ad approfondire i dati di tale farmacovigilanza (in particolare secondo le fasce di età e secondo i vari fattori di rischio) e, al termine di una meticolosa analisi beneficio/rischio, per determinare a quali specifiche categorie della popolazione è possibile offrire la vaccinazione senza il rischio che gli effetti avversi gravi siano più numerosi delle forme gravi di Covid da cui si suppone proteggere loro”.

L’obbligo vaccinale non è una questione di salute pubblica, ma di posizioni ideologiche o di marketing commerciale. Poi i dati che fanno davvero paura, quelli sugli Stati Uniti, dove ci sono state decine di migliaia di morti.

Conclude Mucchielli: “Un altro modo per esprimere questi risultati è quindi dire che, negli Stati Uniti, in 6 mesi, la vaccinazione anti-covid ha aiutato a uccidere 5 volte più persone rispetto alla vaccinazione antinfluenzale in 30 anni. Ciò conferma in un altro modo ancora che siamo effettivamente in presenza di vaccini di nuovo tipo, la cui pericolosità è senza precedenti”.

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