Una 24enne si presenta al triage dell’ospedale per una forte congiuntivite, quando una addetta alla vigilanza, si rifiuta di farle il triage necessario per l’accesso alle cure, solo perchè la giovane era sprovvista del green pass.

Succede a Modena. Ora giunta emiliano romagnola spieghi perché “a una persona è stato chiesto il certificato verde per accedere al pronto soccorso del Policlinico di Modena e perché la stessa, in un primo tempo, sia anche stata respinta da un addetto dell’accettazione”. Chiede in un’interrogazione Fratelli d’Italia.

La replica dell’ospedale: “E’ evidente che ci sia stato un malinteso tra l’operatrice al punto d’accesso, che non ha compreso la destinazione, e la paziente, che ha frainteso la segnaletica e la richiesta dell’operatrice”.

Il fidanzato della giovane, che si trovava lì con lei, ha cercato sul web l’indirizzo di una farmacia nei pressi dell’ospedale. “Ne ho trovato una, la più vicina, ma era quasi in overbooking. Troppi tamponi da fare, fino alle 20, e non c’era spazio per il mio”

Intanto la giovane dovo essere stata successivamente curata dal pronto soccorso oculistico, ha detto di voler sporgere denuncia contro l’opsedale, spiegando che non vuole che succeda adl altri quello che è accaduto a lei.

Claudio Greggio direttore dell’Associazione Diritti del Malato commenta: “green pass e leggi razziali nessuna differenza, opporsi alla visita di un malato è contrario al giuramento di Ippocrate per un medico, l’ospedale deve pagare per questo errore, ma in primis a dover pagare è il governo, la giovane nella denuncia contro il nosocomio, citi il governo Draghi”.

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