Cisti renali causate da un diabete giovanile, scambiate per noduli tumorali, questa la causa che ha portato un chirurgo ed un reparto oncologico senza effettuare le dovute contro analisi del caso a togliere un rene sano ad un ragazzo di 17anni.

Quello che è peggio, l’ospedale, che al momento non ne citiamo il nome e la località in quanto sono ancora incorso le indagini da parte della magistratura, ha offerto alla famiglia ad intervento concluso, un risarcimento di 30mila euro.

Un barlume di coscienza dato l’errore commesso o cosa? l’equipe medica insiste nella diagnosi tumorale, ma non sottopone il ragazzo a nessun ciclo di chemio e a nessun’altra analisi, però offre dei soldi alla famiglia. Il rene risulta scomparso, probabilmente gettato tra i rifiuti ospedalieri.

La famiglia insospettita da tale comportamento, si rivolge all’Associazione Diritti del Malato. Impossibile comparare, a causa della mancaza dell’organo, ma il dibete c’è e a testimoniarlo sono le analisi che i medici ADM hanno fatto eseguire al ragazzo. Ora sono in corso le indagini della magistratura che dovrà chiarire responsabilità e soprattutto cosa è successo in quella sala operatoria.

Claudio Greggio direttore ADM, costutuitosi parte civile a difesa della famiglia, commenta: “mai vista così tanta arroganza e mancanza di rispetto. Sono reali le tre tipologie di medico, qui ci troviamo nella terza”.

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