In molte regioni tra cui non per ultima la Lombardia con protocollo datato 21/07/2021 ad Oggetto: “Indicazioni per la gestione delle richieste di indennizzi/danni da vaccinazioni anti SARS-CoV2”. La lettera richiede informazioni sulla gestione di queste istanze, vuol dire che migliaia di cittadini stanno inoltrando alla Regione stessa le richieste di indennizzi per eventi avversi dovuti al vaccino.

Stanno giungendo con intensità crescente richieste per indennizzo/risarcimento a seguito di somministrazione dei vaccini. Tali richieste, sostanzialmente tutte identiche, riferiscono il verificarsi di eventi successivi alla somministrazione e sono trasmesse anche al Ministero della Salute.

Le richieste di risarcimento per danno da somministrazione del vaccino saranno comunicate dalle ASST/enti erogatori ai rispettivi assicuratori. Resta in ogni caso convenuto che nessuna azione verrà al momento intrapresa nei confronti dei terzi in attesa che il Ministero fornisca opportune indicazioni nel merito. Intanto la regione Lombardia ha già incaricato due referti con l’obiettivo di fare chiarezza si tratta di Graziella Rago e Lorella Sfondrini.

Siamo difronte ad un chiaro campanello d’allarme per le Regioni. Le richieste di risarcimento danni teoricamente possono essere fatte sia nei confronti della Asl quindi dello Stato più in generale, sia nei confronti delle case farmaceutiche, ma anche nei confronti del medico che ha inoculato la dose.

Quanto alla possibilità che queste richieste vadano in porto inutile sbilanciarsi perché molto dipende dai contratti tra lo Stato e le case farmaceutiche. Le aziende produttrici fatto un contratto con lo Stato per le forniture, e si sono tutelate rimandando allo Stato stesso qualsiasi conseguenza derivante dai vaccini. Lo Stato, quindi, se deve pagare gli indennizzi non può rifarsi sulle case.

E c’è un altro elemento: oltre al danno erariale per chi ha formato il contratto, se la gente che ha avuto reazioni avverse al vaccino decidesse tutta di intraprednere azioni legali per il risarcimento si creerebbe davvero un caso. Conseguenza? È chiaro che così chi ha ancora dubbi sul vaccino non lo farà”.

Claudio Greggio direttore dell’Associazione Diritti del Malato commenta: “Tutti i media ne dovrebbero parlare, purtroppo però non lo fanno i giornalisti tendono a dare le notizie opportunamente preparate dal governo e non tutta la verità, notizie simili vengono automaticamente censurate ed è arrivato il momento di dire basta alla censuma mediatica. I cittadini devono sapere la verità”.

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